«CamminaOrobie» Tanti passi diversi - Una festa per tutti

L’ECO DI BERGAMO - VENERDÌ 13 LUGLIO 2018 - Lago d’Iseo e Valli
 
«CamminaOrobie» Tanti passi diversi Una festa per tutti 
 
Grone. Alla sesta edizione della manifestazione 440 persone con disabilità, familiari e accompagnatori Insieme a 100 volontari. Valoti: lascerà tracce e frutti 
Associazioni, alpini, Cai: tutti insieme per una giornata memorabile
 
COLLI DI SAN FERMO 
DANIELE FOFFA
A un certo punto, alla fine del sentiero, sulla terrazza naturale che domina la Val Cavallina e il lago d’Endine, ha iniziato a scendere qualche goccia di pioggia, mentre la nebbia impediva la vista del panorama sottostante. Ma il tempo incerto non ha toccato chi c’era: gli oltre 100 volontari alpini bergamaschi, quelli del Cai e i 440 tra persone con disabilità, i loro familiari e gli accompagnatori, appartenenti a una trentina di associazioni, centri, strutture della Bergamasca (e qualcuna anche del Milanese). Ritrovarsi fianco a fianco, come le fibre di una corda intrecciata per le strade dei Colli di San Fermo a oltre 1000 metri di quota: ecco quello che contava davvero. 
«Il principio della memorabile giornata, la sesta “Cammina- Orobie” – ha spiegato il presidente del Cai Bergamo, Paolo Valoti –, era muoversi per le montagne insieme, ognuno con il suo passo diverso. Queste azioni lasciano una traccia e danno frutto. Lo dimostra il progetto Cai “Quote e ruote”, già partito e seguito da Vincenzo Lolli, Massimo Lui, Eleonora Delnevo e Giorgio Bonfanti, di mappatura dei sentieri montani percorribili in carrozzella e con le proprie forze. E, inoltre, l’elaborazione del progetto di un tragitto ad anello permanente ai Colli, sul Monte Ballerino, che permetta a chiunque di affrontarlo in autonomia».
 
Natura e amicizia 
L’escursione alla terrazza naturale ha avuto inizio verso le 10, ma la folla si era radunata nel piazzale «Virgo Fidelis» con ampio anticipo. Segno, tra i molti, che la CamminaOrobie, organizzata dal Cai e dall’Ana di Bergamo con la Fondazione Angelo Custode (e il grande contributo dell’alpino Gianpietro Vavassori e del direttore dell’Istituto Angelo Custode di Predore, Antonio Valenti), è ormai diventata un appuntamento irrinunciabile: «Questa è la prima volta che partecipo – ha commentato il presidente provinciale Ana, Giovanni Ferrari – ma farò di tutto per esserci ancora. È uno spettacolo che coinvolge e offre a tutti l’opportunità di godere delle bellezze naturalistiche del territorio». Dopo l’escursione, i partecipanti si sono recati nell’ampia struttura del Palazzetto dello sport di Grone, scelto come luogo dove pranzare per timore di un peggioramento, poi scongiurato, delle condizioni atmosferiche. Qui, di fronte a delle enormi tavolate e ai piatti preparati dagli alpini, monsignor Vittorio Nozza, presidente della Fondazione Angelo Custode, ha guidato un breve momento di preghiera. «Ringrazio tutti per essere venuti qui – ha detto subito dopo il direttore generale della Fondazione, Giuseppe Giovanelli – e per aver condiviso questo momento di amicizia». 
Tra coloro che non sono voluti mancare alla festa, oltre al sindaco di Grone Gianfranco Corali e l’assessore regionale Lara Magoni, ha preso la parola anche il direttore del mensile Ana «L’Alpino», don Bruno Fasani: «Viviamo in una cultura dominata dalle istanze dell’individualismo, ma quello che ho visto oggi mi dice che il mondo non andrà a senso unico in quella direzione ». A pranzo concluso, complice la musica, è partito un trenino tra i tavoli. Più di qualcuno, di fronte a quello scena di serenità, si è lasciato sfuggire qualche lacrima di gioia. 
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