Alpe Corte aperto a tutti - Si ripristina la strada

Alpe Corte aperto a tutti Si ripristina la strada

Ardesio. Il rifugio senza barriere sarà raggiungibile anche dai disabili Fondi dal Comune e intesa sulle aree

ARDESIO PAOLA VALOTA (L’ECO DI BERGAMO: SABATO 9 SETTEMBRE 2017)

In quella definizione di rifugio senza barriere cucita su misura per l’Alpe Corte al Cai ci credono davvero e ci hanno creduto da sempre. Da quando cioè hanno deciso di sistemarlo per renderlo ospitale anche per i diversamente abili, con tanto di elevatore, bagno attrezzato e 

sentiero, quel tratto cioè di circa 300 metri, a monte della struttura, in direzione del Passo Branchino. Peccato però che al Rifugio non sia però per loro possibile arrivare, neppure a bordo di fuoristrada, viste le pessime condizioni del tracciato forestale. Tanto pericoloso da rendere ormai impossibile pure la fornitura delle utenze, come il carico Gpl. Il Cai preme da anni perché su quella strada di montagna s’intervenga, ma in mezzo ci sono stati mille problemi e tanta burocrazia. Difficoltà che si vogliono ora però prendere per le corna, anche alla luce della recente acquisizione del consenso da parte dei proprietari dei terreni ai lavori di ripristino. Lavori che finalmente ci saranno. Almeno a giudicare dalle promesse con cui si è chiuso il consiglio della sezione Locatelli del Club Alpino Italiano, riunitosi martedì sera nel rifugio stesso. Una location insolita per un appuntamento aperto questa volta pure a qualche ospite particolare: l’invito infatti è stato rivolto ad amministratori pubblici, politici e addetti ai lavori. Si spiega così la presenza di Antonio del Bono, vicesindaco di Ardesio, che ha riferito la disponibilità di 40 mila euro da spendersi per la strada: soldi già in cassa, insieme alla somma che va spesa entro l’anno appaltando la sistemazione dell’area laghetto e parcheggio. «A dimostrazione – è l’intervento del vicesindaco, che già pure accenna alla riqualificazione degli ex impianti – che su Valcanale il Comune crede e investe perché si tratta della porta d’accesso privilegiata al Sentiero delle Orobie».

Il consiglio della Sezione di Bergamo al rifugio Alpe Corte

Impegno trasversale Volontà dichiarata di risolvere la questione anche da parte della Regione. «Noi – sono state le parole del consigliere Antonio Barboni durante il consiglio che si è rivelato un efficace sopralluogo – dobbiamo impegnarci in modo trasversale e fare in modo che il vostro progetto possa centrare l’obiettivo». E quel «noi» che sa di pluralità e di concerto è piaciuto al presidente Paolo Valoti, che della sinergia ha fatto il proprio cavallo di battaglia. Sinergica peraltro la gestione stessa dell’Alpe Corte, affidata alle cooperative. Capofilala Sottosopra e non a caso il suo direttore, Stefano Pedrocchi, anche presidente del Solco del Serio, lo ha voluto sottolineare, ribadendo che l’esperienza è tutta positiva e in crescita. Lo dimostra il fatturato ma anche la filosofia di fondo: che insieme si vince e si dà lavoro, investendo nella legalità. Che qui significa scontrinare tutti i passaggi e regolarizzare i lavoratori, fissi o saltuari che siano. Di lavoro di squadra vincente ha parlato pure Marco Zanchi, presidente di Alchimia e cogestore del Rifugio, aperto tutto l’anno e in posizione strategica. Certo, ora la squadra va fatta anche per dar fiato al progetto che già c’è. Ma i presupposti paiono concreti: hanno già garantito appoggio la Fondazione della Comunità Bergamasca e il Bim; apertura anche dalla Provincia, proprietaria di fondi e strutture nell’area del Rifugio. Delicato e forte al tempo stesso, il video che ha chiuso i lavori del consiglio, sotto lo sguardo commosso di qualche turista tedesco ospite dell’Alpe Corte. Le immagini sono quelle del «CamminaOrobie. In montagna tutti insieme con passo diverso», manifestazione giunta lo scorso 19 luglio alla sua 5ª edizione e commentata dal direttore sanitario dell’Angelo Custode di Predore, istituto di riabilitazione per minori che insieme alla Scala di Giacobbe e alla rete dei consultori fa capo all’omonima Fondazione regista della giornata ai Colli di San Fermo insieme a Cai e Ana: «32 i servizi legati alla disabilità – ha spiegato Antonio Valenti – e circa 500 i partecipanti. Un fiume di carrozzelle e amici diversamente abili, che hanno voglia di montagna. Perché il diritto alla felicità è di tutti». Non a caso sempre l’Alpe Corte, rifugio senza barriere, ospiterà il 23 settembre un incontro Anmic, associazione nazionale mutilati invalidi civili. Li ha invitati Valoti, insieme a Matteo Rossi, a cui martedì è stata consegnata la tessera Cai Bergamo numero 10 mila.