Quelli che i rifugi li vivono in famiglia «Fatica che ripaga»

Quelli che i rifugi li vivono in famiglia
«Fatica che ripaga»
Ardesio. Un giorno all’Alpe Corte pieno di bambini La promozione sulle Orobie: pernottamenti gratis per i minori di 16 anni nei giorni infrasettimanali
 
da: L’ECO DI BERGAMO - Provincia 29  - LUNEDÌ 30 LUGLIO 2018
C’è chi sale comodamente seduto nello zaino a spalle di mamma o papà, chi cammina con loro, magari dando la mano, ma anche chi li precede, portando sulle spalle uno zaino  grande due volte quello dei genitori. I rifugi delle Orobie bergamasche sono sempre più un affare di famiglia: sono tantissime le giovani coppie che scelgono le strutture in quota per trascorrere una domenica fuori porta, immersi nella natura, e far conoscere ai propri figli le bellezze che si trovano a pochi passi da casa. Tra le mete più gettonate (e accessibili) per questo tipo d’utenza c’è il rifugio Alpe Corte, che si raggiunge partendo da Valcanale. «I bambini di oggi – dice Mara Zucchelli, di Ardesio – non sono abituati a fare un po’ di fatica per ottenere le cose. Andare con loro in montagna per noi significa anche fargli capire che con un po’ di sacrificio si possono raggiungere cose belle: la camminata fino a qui costa un po’ di fatica, ma poi al rifugio ci si diverte». E questa «lezione» non è l’unica della montagna. «È bello perché stanno a contatto con la natura – continua –, respirano aria fresca e scoprono anche che i posti dove sono nati possono essere molto belli. In genere saliamo in compagnia, con degli amici, e i nostri quattro figli di 8, 6, 3 e 2 anni. Vista l’età, i tragitti che possiamo fare sono lunghi al massimo un’oretta, ma anche i bambini alla fine apprezzano». Man mano che l’età dei bambini sale, cresce anche la difficoltà delle possibili escursioni. «Andiamo in montagna ogni domenica – spiega Katiuscia Colaci, con i figli Stefano e Leonardo (di 9 e 10 anni) e il marito Matteo Alborghetti – nella zona dell’Adamello o della Valle Seriana. È un modo per fare utti attività fisica, immersi nella natura che è bellissima. Per chi, come me, soffre di vertigini significa anche cercare di affrontare e superare i propri limiti, soprattutto su certi percorsi. Oggi l’obiettivo è quello di raggiungere i Laghi Gemelli, sarebbe il nostro record». 
La gita fuori porta ideale
In molti, appena possono, raggiungono le montagne. «La montagna – dice Massimiliano Casali, con la moglie Alessandra e i figli undicenni Alessandro e Andrea, di Medolago – è la gita fuori porta ideale. Per i bambini è salutare, e non solo per il movimento o per l’aria buona: è anche l’occasione per abbandonare un po’ i videogiochi, per stare insieme e per parlare. Dopo il “battesimo” che hanno fatto al Calvi, siamo stati ai Laghi Gemelli e al Curò: anche i ragazzi in questo modo fanno fatica volentieri ». Per qualcuno, la gita al rifugio è una sorta di  tradizione, come per un gruppo di amici di Ghisalba. «Siamo quattro papà e sette bambini che hanno dai 6 ai 9 anni – racconta Costante Bonacina, di Ghisalba –, abbiamo lasciato a casa le mamme e siamo saliti per un attendamento. Andiamo tutti abitualmente in montagna, ai Gemelli, al Parafulmen, al Poieto, al Curò. È un mezzo facile per star lontani da altri “aggeggi” e per tornare a divertirsi con poco, fare le dighe in un ruscello o stupirsi di fronte a un fuoco acceso. I ragazzi sanno apprezzare spontaneamente il bello che si trovano intorno. Quando salgono con gli amici, poi, anche la fatica che fanno a camminare la sentono la metà». E poi c’è chi non riesce a raggiungere spesso i rifugi, ma appena può non perde l’occasione di mostrare anche ai propri figli luoghi conosciuti in passato e che evidentemente sono rimasti nel cuore. «Questi erano posti che frequentavo – spiega Andrea Greggio, di Legnano, che all’Alpe Corte è salito con la moglie e i figli di 5 e 2 anni – quando ero più giovane. Da un po’ non salivo. Purtroppo quella della montagna è un’esperienza che i miei figli devono ancora maturare: oggi, anche se è la prima volta, hanno fatto un po’ fatica, ma è andata meglio del previsto ». 
Per gli under 16 è gratis 
Quello delle famiglie è un target a cui l’Alpe Corte si rivolge in modo particolare: «Di domenica arriviamo anche ai 350 coperti – spiega Nausicaa Scotti –. Lavoriamo principalmente con le famiglie, ma ci sono anche diversi turisti stranieri che ci raggiungono. Abbiamo anche aderito al progetto “Giovani e Famiglie in Montagna”, per agevolare la presenza dei ragazzi nei rifugi». Per gli under 16, nei giorni infrasettimanali, dal 15 giugno al 15 settembre il pernottamento in rifugio è gratuito. «Si tratta di un progetto sostenuto dall’Osservatorio per le Montagne Bergamasche – spiega Paolo Valoti, presidente el Cai Bergamo –, un progetto educativo per stimolare giovani e famiglie a fare esperienze vere di montagna. speriamo che questa possa essere la scintilla per poter scatenare in loro la passione per la montagna, che può essere scuola di vita». 
ARDESIO - ALICE BASSANESI©RIPRODUZIONE RISERVATA
 
Stampa estera
Il grande tour dei giornalisti tedeschi
In questi giorni le Orobie bergamasche ospitano degli alpinisti  davvero speciali: i giornalisti  della rivista del Deutscher Alpenverein (il club alpino tedesco) Georg Hohenester (caporedattore) e Joachim Chwascza  (fotografo) i quali, accompagnati  dal vicepresidente Cai Bergamo Amedeo Locatelli e dal consigliere Giancelso Agazzi, hanno percorso i sentieri delle Orobie per una settimana alla scoperta delle nostre montagne, dei loro sentieri, della gastronomia tipica. Il programma è organizzato da Cai Bergamo e Provincia con la collaborazione di VisitBergamo.