Cenni Storici

 

Cenni storici

La Commissione per l’Impegno Sociale (in seguito Commissione) del Club Alpino Italiano Sezione di Bergamo (in breve C.A.I.) nasce per delibera del Consiglio della Sezione di Bergamo in data 14 dicembre 1993 da una proposta di Nino Calegari ed Adriano Nosari, rispettivamente Presidente e Vicepresidente.  Nino aveva scritto già in una lettera inviata ai Consiglieri in occasione degli auguri natalizi dell'anno 1989. “Io mi auspico che il nostro club sia ricordato in futuro si per l’opera tradizionalmente meritoria nell’ambito della montagna, ma soprattutto, per la sua fattiva presenza laddove la società e la solidarietà lo richiedano”, Adriano, da sempre, era impegnato nel “sociale” in associazioni e gruppi.

Alcune principali attività nell’ambito del sociale attuate dalla Sezione C.A.I. di Bergamo, precedenti alla costituzione della Commissione:

  • La costruzione ed il dono, alla farzione Rava nel Comune di Valtorta, di un asilo per bambini in occasione della nascita della Sezione avvenuto nel 1973;
  • Gruppi di non vedenti venivano accompagnati a sciare.                                                                                                                                                                                        

Per dare quindi concretezza a quanto auspicato da Nino, prima della costituzione ufficiale della Commissione e di fatto con l’organizzazione dei membri poi costituendi, venne  deciso  dal Consiglio della Sezione di aderire, come primo intervento ed in aiuto alla Associazione consorella A.N.A, alla costruzione  dell'asilo  di Rossosch in Russia con impegni personali  di lavoro manuale, sottoscrizioni tra i soci ed eventualmente con un  contributo della Sezione. Nelle estati 1992/93 otto volontari hanno lavorato presso l'erigendo asilo che sorgeva sul luogo dove era il Comando delle divisioni alpine in Russia. Detta iniziativa, denominata "Operazione sorriso", organizzata dall'Associazione Nazionale Alpini, voleva contribuire, nel ricordo dei caduti, alla completa riappacificazione tra i popoli russo e italiano, aiutando la popolazione locale.  (Il motto di Nando Caprioli, Presidente nazionale A.N.A., era “ricordare i morti aiutando i vivi”). L'inaugurazione avvenne nell’autunno del 1993.  A fine 1992 il Consiglio del CAI di Bergamo decise di aderire, anche se per  il primo anno informalmente, all'operazione "Catremerio da salvare" in collaborazione con il Gruppo Scout Clan Bergamo 3^ dell'Associazione Guide  e  Scout cattolici Italiani e con l’ausilio, importantissimo, di Sandro Pellegrini, postino, che nel frattempo aveva pubblicato il libro con lo stesso titolo,  a  Sua cura e di Gianluigi  e Odilla Pesenti,  che illustrava la situazione in detta frazione di Brembilla; sembrava un segno del destino che alcune persone di associazioni e gruppi diversi, si trovassero casualmente e con gli stessi intenti, nella sala Comunale di Brembilla per decidere l’intervento.  Vennero programmate 3 settimane di lavoro, a cui se ne aggiunse successivamente una quarta. Lo scopo era quello di ripristinare la piazzetta e la stradina di accesso alla medesima nella località denominata Sgarbui, dissestate; intervento particolarmente necessario in quanto vivevano in loco tre disabili che utilizzavano carrozzelle.  Il selciato   venne   risuolato come in   origine, con dislivelli minori, previo interramento dei servizi di acqua, luce, fognature, illuminazione pubblica e telefono. A detta operazione parteciparono 11 soci del CAI e diversi altri amici coinvolti. Nel 1993, su esplicita richiesta di Monsignor Gelmi Vescovo di Cochabamba in Bolivia, alpinista e compagno di avventura di molti alpinisti bergamaschi, il Consiglio decise di indire una nuova sottoscrizione per dotare di una unità radiologica un ospedale con 20 posti letto, costruito dai sacerdoti bergamaschi operanti in terra boliviana. La Commissione dalla costituzione aveva come scopo l’attenzione all’uomo con l’impegno in attività sociali, in particolare nell'ambiente montano, intendendo contribuire concretamente al miglioramento della vita di comunità e realtà bisognose nelle nostre montagne. Questo per: “cercare di rendere alla montagna parte di ciò che ci ha donato” e rispecchiare il nostro stile ne “l’Uomo, la pietra, la vita (l’Amicizia)” pietre incastonate facciata della ex Scuola e nella piazzetta di Catremerio. Dall’inizio l’attività della Commissione si è svolta attraverso iniziative di aiuto concreto a varie Comunità delle nostre valli e territorio bergamasco.                                                                                                                          

La Commissione si è data le seguenti priorità elencate:

  • L'impegno diretto di volontari, in particolare nell'ambito C.A.I.;
  • L'aiuto gratuito con uomini e mezzi di aziende amiche esterne;
  • La raccolta di fondi necessari pe le attività e per non gravare sulla sezione C.A.I. di Bergamo;
  • Il rispetto della gente e la promozione di assemblee locali in cui fossero loro a decidere gli interventi.                                                                                                                                      

Negli anni – 1994 -1995 -1996 – 1999 – 2005 a Catremerio furono attuate diverse iniziative:  in località Balos venne ripristinata la stradina di collegamento tra la Chiesa ed il cimitero, oltre ad un’altra  più breve parallela, allargandole e riselciandole come la piazzetta attuata nel 1993; venne riattato e attrezzato il primo piano della Scuola per poterlo adibire a luogo di incontro per gli abitanti e le loro attività produttive ed  a piccolo centro attrezzato da collegare con il Comune a mezzo Fax e computer; nell’operazione vennero  coinvolti anche abitanti di S. Antonio Abbandonato e Catremerio, allora sempre ostili. Attualmente detto centro è gestito dall’Agesci con convenzione concordata tra noi ed il Comune di Brembilla con prelazione agli abitanti di Catremerio e, di seguito, a gruppi giovanili, compreso l’alpinismo giovanile del CAI).

Venne tentata, con l’aiuto di esperti, la promozione di attività di allevamento e di coltivazione di piccoli frutti. Vennero effettuate ricerche sugli antichi abitanti, non più presenti e studi di fattibilità, con l’aiuto del Politecnico di Milano, al fine di poter intervenire su case da anni disabitate per rivitalizzare le contrade che, in origine, contavano circa 300 abitanti per decrescere a 42 (le strade di accesso da Brembilla e da Zogno vennero costruite a fine anni ‘70 inizio anni ’80). Il costo stimato dall’arch. Invernizzi Matteo (membro e tecnico della Commissione), delle opere eseguite esterne a Catremerio era stimato in circa Lire 1.050.000.000 a fronte di uno speso di meno di Lire 120.000.000 (i fondi sono derivati da Enti, Banche, privati, soci e molto anche con l’intervento di imprese che hanno fornito uomini e mezzi ma la “forza” ed il vero risparmio è stato fornito dalle braccia dei volontari e dallo loro voglia di fare. Il riattamento della Scuola (tetto e primo piano): costo stimato circa Lire 60.000.000, spesi pochi milioni.  Il piano terra era già adibito a pizzeria domenicale a cura di tre abitanti locali uniti in associazione locale. Gli interventi a Catremerio si sono resi possibili anche grazie al fattivo aiuto, oltre del detto Sandro Pellegrini, anche dall’allora Sindaco Gianni Salvi e da Don Massimo Epis (Parroco di Catremerio e S. Antonio Abbandonato) che sono riusciti a conciliare ogni esigenza con gli abitanti ed a risolvere con noi problemi di carattere burocratico, procurare contributi, lasciandoci quindi principalmente l’incombenza di programmare e svolgere il lavoro. A Catremerio vennero coinvolti centinaia di volontari che conservano un ricordo indelebile.

Nel 1996 venne promossa una raccolta fondi per finanziare l’acquisto di una sonda per il reparto di Chirurgia pediatrica dell’O.M. di Bergamo in cui già operavano volontari CAI, coinvolti dalla Commissione (costo circa Lire 23.000.000). 

 

Negli anni ’90 la Commissione si fece promotrice della pulizia delle scalette cittadine Scorlazzino e Scorlazzone, adottate dal CAI. 

Nell’autunno 1997, ai laghi di Fusine, la Commissione decise che, in caso di comprovate e reali necessità, sarebbe intervenuta, oltre che su aree pubbliche di uso comune, anche su proprietà private, nel caso venisse proposto e deciso. 

Nel 1997, purtroppo si presentò l’occasione: un tragico terremoto sconvolse le valli dell’Umbria, la Commissione si impegnò nel 1998, con grande slancio solidale nell’aiuto alla gente ricostruendo, in tempi da record (10 settimane compreso impianto e spianto campo), la casa di una famiglia disabile disastrata a Capodacqua di Foligno: costo stimato circa Lire 600.000.000 a fronte di uno speso di circa Lire 60.000.000, compreso il vitto, in parte offerto dagli stessi volontari. 

Nel 1997 e 1999, a Brumano in Valle Imagna, la Commissione si è impegnata, analogamente come a Catremerio, a riselciare due stradine di collegamento: costo stimato circa Lire 300.000.000 a fronte di uno speso di circa Lire 23.000.000, raccolto tra gli ex abitanti possessori di una seconda casa (paterna).

Dal 1997 fino a fine anni 2000, nostri volontari, in particolare delle Sottosezioni di Ponte S. Pietro e Valle Imagna, hanno prestato la loro opera nella costruzione di un centro di aggregazione famiglie e di spiritualità a Zuglio in Friuli, anche in ricordo del terribile terremoto che aveva sconvolto lo stesso Friuli.

 

Nel dicembre 2002 siamo intervenuti, con l’apporto principalmente della Sottosezione di Ponte San Pietro, a Camorone di Brembilla per presidiare la grossa frana, fornendo assistenza e ristoro ai soccorritori.

Dal 2007 al 2010 la Commissione si è impegnata direttamente al Rifugio Alpe Corte, nella completa ristrutturazione e adeguamento del Rifugio ai diversamente abili, e nella gestione diretta dello stesso, da tali attività ne è derivato l’autofinanziamento per la sua ristrutturazione. Dal 2011 al 2014 ha continuato con suoi membri ad occuparsi della costruzione e gestione. Attualmente due suoi membri, per dare continuità al progetto, sono rispettivamente Tecnico e Ispettore del Rifugio, nel frattempo dato in gestione a tre Cooperative sociali. I volontari coinvolti e impegnati in tutte le attività elencate sono stati diversi centinaia nei vari anni.

  Dal 2000, su richiesta dell’Assessorato ai servizi sociali del Comune di Bergamo, la Commissione, con una certa apprensione, per la non conoscenza, intraprendeva una nuova attività consistente nell’accompagnamento di gruppi di ragazzi “diversamente abili” in escursioni in montagna. Questo nuovo impegno, iniziato con un solo gruppo, si è sviluppato in modo esponenziale nel tempo, tanto da contare dopo anni di attività ininterrotta, oltre 25 gruppi provinciali con centinaia di ragazzi coinvolti. Questa attività, che ha onorato la nostra Sezione con la medaglia d'oro del Comune di Bergamo, si è notevolmente ampliata negli ultimi anni, con l'inserimento di nuovi Volontari, che con il loro impegno hanno permesso, fino ad oggi, di non rifiutare alcuna richiesta pervenuta da nuovi gruppi.

Nella sua storia la Commissione è stata insignita:

  • Del premio SAT nel 1999;
  • Della medaglia d'oro dal Comune di Bergamo per l'attività svolta nel campo sociale nel 2007;
  • Di speciale riconoscimento dal Comune di Foligno e dall'Associazione Sportiva locale;
  • Di numerosi attestati scritti di stima;
  • Di attestato della Sezione C.A.I. di Bergamo nel 2012, insieme al "Gruppo Volontari Alpe Corte".  

Suoi componenti sono stati insigniti di attestazioni di benemerenza dalla Sezione.

Aspetti economici e finanziari: La Commissione, come detto, ha cercato sempre di autofinanziarsi nelle sue iniziative per non gravare sulla Sezione. A tutte le attività della Commissione la Sezione di Bergamo del CAI contribuì unicamente con Lire 20.000.000 per il mantenimento dei volontari a Capodacqua di Foligno: il grande risultato è essersi sempre riusciti a finanziare, contando soprattutto sull’impegno diretto dei volontari e sulle prestazioni e fondi di esterni.

A livello Nazionale: Un’indagine della Commissione nel 1996, resa nota poi nel Congresso Nazionale di Firenze del 16 marzo c.a., indicava come la maggior parte di Sezioni italiane si occupavano a vario titolo di “sociale” anche senza una vera e propria struttura, ciò venne ribadito anche nell’incontro Nazionale del C.A.I. promosso dalla SAT a Trento del 16 ottobre 2004. (Montagna fonte di solidarietà).

Nel 2000 partecipammo alla prima riunione nazionale di protezione civile nei giorni 24-25-26 marzo ad Orvieto unitamente al Vicepresidente generale del C.A.I. centrale Luigi Rava. 

Il 16 ottobre 2004 intervenimmo con nostre relazioni e documenti fotografici al Convegno Nazionale a Trento sul tema “Montagna fonte di solidarietà” dove l’allora Presidente Generale e antropologo Annibale Salsa ribadì l’importanza di intervenire principalmente sulle montagne di casa, sia per conoscenza che per dare continuità e non estemporaneità ai progetti.

 

Ai Congressi Nazionali ed incontri sul sociale e sull’uomo in montagna, di cui l’ultimo a Udine dal 20 al 22 settembre 2013, abbiamo cercato di essere presenti con nostri contributi.